Si può vivere solo di illustrazione?

Prima di rispondere, faccio un passo indietro.
Sono Simona, lavoro come illustratrice per brand e consulente per illustratori che vogliono trasformare quello che fanno in un lavoro concreto.
Nel tempo ho visto tante situazioni diverse: chi parte da zero, chi ha già uno stile forte ma non riesce a trovare clienti, chi lavora tantissimo ma senza una direzione chiara.
E c’è una domanda che torna sempre: “Si può vivere solo di illustrazione?”
È una di quelle domande che sembrano tecniche, ma in realtà non lo sono. Dentro c’è molto di più: c’è il dubbio di star inseguendo qualcosa di fragile, la paura di non farcela, il bisogno di capire se vale davvero la pena provarci.
La mia risposta è stata sì, si può vivere di illustrazione, ma non nel modo in cui spesso ce lo immaginiamo.

 

C’è un’idea molto diffusa dell’illustratore, una persona che disegna quando arriva l’ispirazione, che passa le giornate tra fogli e matite a creare personaggi, e che, prima o poi, verrà notata per quello che fa.
È un’immagine bella, quasi rassicurante, ed è anche il motivo per cui molte persone iniziano.
Il problema è che, quando si prova a trasformare tutto questo in un lavoro, qualcosa non torna, perché a un certo punto non basta più disegnare.

 

La parte che spesso viene sottovalutata è questa: l’illustrazione, quando diventa un lavoro, smette di essere solo espressione personale, diventa comunicazione.
Significa che quello che crei deve servire a qualcosa, deve arrivare a qualcuno, deve avere una direzione.
Non è più solo “mi piace questo stile” o “mi va di disegnare questo personaggio” e questa cosa, anche se sembra banale, cambia completamente il modo in cui lavori.

 

Molti illustratori lavorano tanto, disegnano ogni giorno, pubblicano con costanza, eppure non riescono a trasformarlo in un lavoro stabile.
E qui vale la pena fermarsi un attimo, perché lavorare tanto non è la stessa cosa che costruire qualcosa.
Se non hai chiaro per chi stai lavorando, se il tuo portfolio è un insieme di cose scollegate, se la tua comunicazione cambia continuamente, è normale sentirsi fermi anche facendo tanto.
Non è un problema di impegno, è un problema di direzione.

 

A un certo punto, se vuoi davvero vivere di illustrazione, devi iniziare a vederti in modo diverso, non più solo come qualcuno che disegna, ma come qualcuno che sta costruendo un’attività.
E questo non significa snaturarsi o smettere di esprimersi, significa dare una forma più chiara a quello che fai, significa scegliere, anche rinunciando a qualcosa, significa capire a chi vuoi parlare, significa iniziare a dare coerenza al tuo lavoro. Sono passaggi meno visibili, meno “instagrammabili”, ma sono quelli che fanno la differenza.

 

Quindi sì, si può vivere di illustrazione.
Ma non è una questione di talento o di fortuna, come spesso si pensa, è una questione di come scegli di costruire il tuo lavoro nel tempo.
Ed è anche il punto in cui molte persone si fermano, non perché non siano capaci, ma perché nessuno ha mai mostrato loro come fare questo passaggio.

 

È esattamente su questo che lavoriamo in IMPRONTA: definire una direzione precisa per il tuo lavoro, per smettere di procedere a tentativi e iniziare a costruire qualcosa che funzioni davvero.